LA MALATTIA

Nel 1884 un medico norvegese, HANSEN, scoprì la causa della lebbra: si tratta di un bacillo, simile a quello che provoca la tubercolosi, chiamato “mycobacterium leprae”.

La lebbra non è molto infettiva, né è ereditaria.Si può curare e, se è curata subito, non lascia alcun segno. Se invece viene trascurata, causa la perdita della sensibilità e, di conseguenza, poiché non si avverte più alcun dolore succede che, ad esempio, procurandosi una ferita e non curandola, ciò provoca piaghe, menomazioni e perfino cecità.

La lebbra è molto diffusa in modo particolare in India, in Indonesia, in Brasile e in vari paesi africani.

LA CURA

Oggi, con la MDT (polichemioterapia) l’ammalato di lebbra, appena comincia la cura, non è più contagioso e, curandosi, può essere guarito in un periodo compreso tra i sei mesi ed i due anni; si evita, così, il contagio e si prevengono le deformità conseguenti.

Da quando è usata la MDT (1980) ben 15.000.000 di ammalati di lebbra sono stati guariti.

Resta, però, ancora molto da fare perché ogni anno vengono scoperti circa 600.000 nuovi casi di lebbra e circa 2.500.000 di ammalati di lebbra sono bisognosi di cure.